Archivio per la categoria '2010'

BAR JODOK. Milano 16 dicembre 2010

SCALETTA: MALAISE, CASO

IN MACCHINA: Andrea, Franz

Questo è davvero l’ultimo concerto per quest’anno ed è l’ultimo con Dieci Tracce. Con l’anno nuovo arriverà anche il nuovo disco, che conterrà le canzoni che già da un po’ di tempo mi sto portando appresso. E’ curioso trovarci in macchina noi tre proprio stasera; Andrea mi ha accompagnato nella primissima trasferta del 2010, Franz durante il tour con Kepi meno di un mese fa. E’ bello chiudere con loro accanto che mi hanno aiutato, accompagnato e spronato durante tutto l’anno; così verso casa, questa notte, sembra il  ritorno da un viaggio molto più lungo e mentre loro parlano io ripercorro mentalmente ciò che è stato. Niente bilanci, solo il piacere di figurarmi le facce delle persone che ho avuto la fortuna di conoscere e i posti che mi hanno ospitato. Da Vicenza, a Latina, a Genova, passando per Roma, Livorno e Cesena; da Vigevano ad Arezzo, da Firenze a Prato, da Brescia a Lecco, a Sondrio e poi di nuovo a Milano, per tornare ora verso la nostra Bergamo con già la voglia di ricominciare “nonostante” il nostro fiato corto.

SONS OF VESTA FEST. Next Emerson (FI) 19 novembre 2010

SCALETTA: CASO, TEN DOGS, INFARTO SCHEISSE, VERME, BACHI DA PIETRA, DISQUIETED BY, OVO

IN MACCHINA: Andrea, Alberto, Mauro, Andrea

Pari o dispari per chi apre la serata. Perdo – mangio – suono. Succede tutto velocemente, però è okay e le canzoni nuove mi convincono. In macchina Mauro dice la battuta-citazione migliore della serata. Ottimo spezzatino di seitan con polenta. Ottimi come sempre gli amici Infarto Scheisse nonostante il problema all’amplificatore. I suoni dei Bachi da Pietra sono superiori, ma i Disquieted By sul palco sono irraggiungibili. In autostrada 70 all’ora è davvero poco, ma è notte fonda ed è una fortuna poter dormire a Virgoletta. Stasera in macchina abbiamo facce che somigliano molto a quelle che avevamo un bel po’ di anni fa. Che bello ritrovarsi in questo modo. Che bello.

TERRAZZA LIVE. Ospitaletto (BS) 14 novembre 2010

SCALETTA: CASO, KEPI

IN MACCHINA: Franz, Kepi, Roberta

Giorno 7. E’ l’ultima tappa, l’ultimo giorno con Kepi prima che prenda un aereo a notte fonda dall’aereoporto di Bergamo, l’ultima colazione con Luca che ci ha tenuto compagnia per due giorni. Recuperiamo Roberta sulla Via Casilina, reduce dal dj-set  della notte precedente e la riportiamo a casa noi. E’ piacevole incontrarla a Roma e chiederle: “Come è andata ieri? Facciamo lo stesso turno domani al bar?”. Oggi Kepi a qualsiasi domanda risponde: “Fuck Yeah!”, ha capito che comunque vada è finita, che domani sarà di nuovo oltre oceano e riprenderà il tour elettrico con gli amici di una vita. Non c’è palco al piano terra della Terrazza e suoniamo tra i tavoli accanto al dispenser delle patatine. Inizio il concerto due volte: la prima è interrotta da una scazzottata tra locals. Kepi si avvicina e mi dice che se stasera suoniamo, lo dobbiamo fare solo per noi. Fuck Yeah! Solo per noi, anche se gli amici da Bergamo sono venuti e ci ha fatto tanto piacere incontrarli. Fuck Yeah, mentre cambiamo macchina a Sarnico e spostiamo i bagagli. Fuck Yeah, mentre ci salutiamo e ci regaliamo dischi. Fuck Yeah, mentre Kepi scende dalla macchina e con la chitarra in mano varca l’ingresso dell’aeroporto. Fuck Yeah, mentre abbraccio Franz sotto casa e gli do appuntamento per la colazione in cima alla città.

FANFULLA. Roma 13 novembre 2010

SCALETTA: DAVID HALE, CASO, KEPI

IN MACCHINA: a piedi

Giorno 6/b. Ci avevano avvisato di finire presto, perchè dopo la mezzanotte la gente sarebbe stata troppa e le voci troppo alte per le nostre chitarrine di legno. Prima suona David i soliti quattro pezzi e una corda si rompe. Poi suono io e c’è attenzione, ma anche già molto baccano. Kepi ci prova ad accordare lo strumento, ma è costretto a rinunciare. Il resto del suo concerto è storia: il dj che manda i pezzi (dei sui Groovie Gholies e non solo) e lui che li canta al microfono saltando sui divani e spronando la sala a ballare. Mentre noi increduli facciamo filmati per fissare il momento, la gente balla e si chiede chi sia questo nuovo “animatore” della serata. Facciamo davvero tardi e domani dobbiamo farci Roma – Brescia, Kepi lo capisce e ci mette a letto dettando gli orari per il giorno a venire.

RADIATION RECORDS STORE. Roma 13 novembre 2010

SCALETTA: KEPI, CASO, DAVID HALE

IN MACCHINA: Franz, Kepi, Luca

Giorno 6/a. La doccia e il pranzo da Luca dei The Nappies sono un toccasana. Un’ora di macchina e siamo a Roma, quartiere Pigneto. Gelato veloce poi aperitivo con birra al negozio di dischi. Capiamo subito che l’amplificazione è quasi inutile, ma per noi è sempre facoltativa. Capiamo subito che compreremo più dischi di quanti ne venderemo e infatti mi porto via tra gli altri un Jurado, un Van Zandt e un Neil Young. C’è tempo anche per farne una assieme: Kepi alla chitarra e io a seguirlo con l’armonica a bocca. Magari un giorno imparerò a suonarla. Magari. Spostamento a piedi con la chitarra sulle spalle da lì al Fanfulla. Oggi è doppia.

SOTTOSCALA 9. Latina 12 novembre 2010

SCALETTA: THE NAPPIES, KILLTIME, CASO, KEPI

IN MACCHINA: Franz, Kepi

Giorno 5. Ancora macchina, ancora ore e chilometri, ma “la bestemmia è tenebra” leggo sul retro di un bilico. Ancora le Dog Party a farci cantare. Double rainbow tra gli Appennini e sono risate citando il video. Poi arriva il suo momento: “I don’t believe  in an interventionist god”, si smorzano piacevolmente i sorrisi e la strada la si consuma ognuno chiuso in se stesso, dentro i pensieri di chi è ora molto lontano da casa, dentro le facce della gente conosciuta la sera prima e già salutata con un arrivederci a chissà quando. Il miglior disco di Nick Cave, dice Kepi, fatto di sole ballads, regalato a tutti gli amici nel giorno del loro compleanno. Intanto abbiamo superato Roma; Franz guida sulla strada per Latina, una statale con gli alberi che fanno da soffitto, non so quale. Il sole è sceso e, per un quarto d’ora, a fare luce è la colonna di fumo bianco di una ciminiera poco distante. Cave lascia il posto a Townes Van Zandt e noi riconquistiamo l’uso della parola. Suoneremo tardi di fronte ai pochi rimasti, prima sul palco, poi passandoci la chitarra tra i divanetti. Dormiremo stretti da Luca, che domani ci accompagnerà a Roma.

FLYIN’ DONKEY PUB. San Mauro Pascoli (FC) 11 novembre 2010

SCALETTA: FACE OFF, TEENAGE BUBBLEGUMS, CASO, KEPI

IN MACCHINA: Franz, Kepi, Lisa

Giorno 4. Carichiamo Lisa ad Imola, beviamo un tè caldo al Valverde di Forlì e compriamo un po’ di riviste musicali. Leggerne una è leggerle tutte: se registri in casa, ti autoproduci il disco, lo ditribuisci solo attraverso gli amici e fai pure cacare nessuno ha paura a scriverlo; se hai una grossa etichetta alle spalle, se con te suona il chitarrista dei famosi Cazzopuffo, se ti ammazzi di aperitivi con i giornalisti musicali che scriveranno il pezzo e hai fatto un disco inutile, vuol dire che sei un grande  a r t i s t a  che sta cercando la sua strada e di certo la troverà. Non mi trovo d’accordo, per fortuna c’è anche Springsteen con il suo cofanetto questo mese. San Mauro Pascoli è in mezzo al nulla, ma ci trattano bene e le facce dei ragazzi del posto sono giovani e schiette. Non ho mai perso la testa per i Green Day, ma la perdo volentieri per questi ragazzi che li suonano in modo sincero. Quando siamo in pochi l’atmosfera è speciale, quando il palco è il pavimento anche chi ascolta è parte dello spettacolo e mentre suona Kepi, noi siamo la band. Una di quelle sere in cui suoneresti con tutti tutta la notte. Ma qualche ora di sonno anche oggi ci serve.

DAY OFF. Firenze 10 novembre 2010

IN MACCHINA: Franz, Kepi

Giorno 3. La prima notizia è che la serata a Bologna è saltata, arriva con un sms e non ci sembra elegante. Al telefono chiara dice: “State da me”, così la strada bagnata fa una curva gentile e ci porta a Firenze. Troppo tardi per vedere il David, Kepi sceglie il barbiere per accorciarsi i capelli ed io perdo gli ultimi nel negozio di dischi di fronte; “Don’t try this at home” è in doppio vinile, chi l’avebbe detto. La pizza è delle migliori, il vino in cartone ma passa giù veloce, il Milan è primo stasera, Franz si addormenta in fretta accanto a me, finisco un racconto di Paolo Cognetti e senza troppi ripensamenti lascio che la notte lo cancelli.

LUCREZIA. Genova 9 novembre 2010

SCALETTA: THE LOCALS, CASO, KEPI

IN MACCHINA: Franz, Kepi

Giorno 2. A Sarzana abbiamo il tempo per rilassarci: Kepi dopo tre settimane di tour con i Chixdiggit  riesce a fare una lavatrice; Franz si ritaglia un’ora per lavorare sulle date di altri e io mi perdo un po’ nel televisore e tra i dischi di Diego. Non credevo di trovarci i Kina, non so perchè. Ci sono solo due regole per questa settimana: vedere il David e mangiare un gelato al giorno, quindi prima di ripartire assaggiamo il pistacchio del posto e la cassata seguendo il consiglio della gelataia. Genova, con il suo profilo che mi piace sempre, con il Porto Antico come riferimento. Genova, quarta volta per suonare in tre anni e voglio già ritornarci. Va meglio stasera al piano interrato del locale. Va meglio stasera con i Locals che fanno una musica “di altri tempi”, con le facce che conosco bene, con la voglia che abbiamo. Matteo ci porta nel suo appartamento al quarto piano e, solo dopo averci fatto conoscere il beer-pong, sfida Franz alla playstation: Genoa-Atalanta, come è giusto che sia.

FRANKIE PUB. Livorno 8 novembre 2010

SCALETTA: CASO, KEPI

IN MACCHINA: Franz, Kepi

Giorno 1. Le 18.00 a Sarnico (BG) sotto la pioggia sanno di tragico se devi essere a Livorno per la serata. E c’è da separaci subito, due in macchina e uno sul furgone da consegnare a La Spezia. Da lì ripartire insieme, arrivare stanchi ed affamati e subito pronti a suonare. Lunedì sera, pioggia e un sacco di gente a Livorno. Fatico, ne stecco molte, ma mi riprendo subito. Subito dopo. Fortuna che i ragazzi dei Bad Love Experience ci coccolano e ci danno letti comodi. Le Dog Party suonano per la prima volta dal portatile di Kepi giusto prima di dormire. Faranno da colonna sonora all’intera settimana. Domani colazione tardi con Emanuele poi minestrone da Diego a Sarzana. Ci siamo.

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